lo smeraldo e le sue caratteristiche

scheda tecnica

SPECIE: BERILLO
CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA CRISTALLINO: esagonale
FORMULA CHIMICA: Be3Al2Si6O18
ABITO: prismatico
DUREZZA: 7,5-8
PESO SPECIFICO: 2,67-2,84
INDICE DI RIFRAZIONE: 1,577-1,583 (± 0,017)
BIRIFRANGENZA: 0,006 (+0,003/-0,001)
DISPERSIONE: 0,14
COLORE: verde (dovuto ad atomi di cromo e raramente di vanadio, presenti all'interno del reticolo cristallino)
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
GENESI: metamorfica ed idrotermale
PLEOCROISMO: dicroismo da debole a medio

Il nome deriva dal greco smaragdos che vuol dire “verde”.
Il colore tipico è un verde particolare considerato molto bello, detto appunto verde smeraldo, dovuto a piccole percentuali di ossido di cromo e/o di vanadio. Il colore dello smeraldo, quando è quello tipico, è inconfondibile e può essere eguagliato solo da certa giada-giadeite molto rara (che però ha minore trasparenza). La colorazione non subisce modifiche se non con un riscaldamento superiore a 800°C.
Sono sempre presenti delle inclusioni, che nelle pietre di qualità migliore sono molto tenui, tanto da non essere visibili a occhio nudo.
È importante, quando si ha necessità di pulire lo smeraldo, aver cura di non operare con solventi, sostanze alcoliche o ultrasuoni, in quanto questi potrebbero asportare parte dell’olio utilizzato nell’eventuale trattamento (circa il 90% degli smeraldi vengono trattati con oliature), lasciando dannose lacune superficiali o anche più profonde nella gemma; è consigliabile utilizzare acqua e sapone evitando, nel detergere la gemma, di operare con eccessiva energia sulle superfici della stessa.
La forma di taglio più usata è quella rettangolare scantonata a tavola e gradini, chiamata appunto correntemente taglio ottagonale o taglio a smeraldo.

Smeraldo

STORIA, CURIOSITA’, GEMME CELEBRI

Lo smeraldo era già conosciuto e commercializzato circa 4000 anni prima di Cristo, nell’antica Babilonia.
I primi giacimenti noti ad essere stati sfruttati pare siano quelli dell’Antico Egitto appartenuti a Cleopatra circa 2000 anni a.C..
Nel tempo si persero le tracce relative alla dislocazione di detti giacimenti che, fortunatamente, agli inizi dell’‘800 furono identificati a nord-est di Assuan.
Nell’antichità questa gemma era simbolo di fede e immortalità, dal punto di vista terapeutico si riteneva avesse proprietà benefiche per la vista.
Fra gli smeraldi di considerevole importanza vi sono, senza dubbio, quelli appartenenti ai Gioielli della Corona dell’Iran e quelli dei Sultani di Turchia.
Fanno parte del primo gruppo: uno smeraldo tagliato a cabochon, di 175 ct, incastonato al centro della cintura imperiale e un pezzo tagliato a cabochon, di 225 ct, montato sul trono dello Shah Nadir.
Del secondo gruppo di smeraldi sono da considerare le tre pietre di forma esagonale (incastonate in un pendente con perle e diamanti), di cui la più grande misura 7 x 6 x 4 cm e le altre due hanno dimensioni approssimative di 5 cm, e altri smeraldi che fanno parte del trono del Sultano, fra cui l’impugnatura, completamente in smeraldo, del pugnale d’oro del Sultano Mehmet IV (diciassettesimo sec.); questi smeraldi sono conservati nel Museo Topkapi di Istanbul. Un campione di circa 1400 ct, che adorna l’abito del Sultano, è conservato nel Museo del Gran Serraglio, a Istanbul.

Fra le altre pietre, al di fuori di queste due grandi collezioni, sono di notevole pregio: il cristallo di smeraldo denominato Patricia, di 632 ct (conservato nel Museum of Natural History di New York); il cristallo Devonshaire, di 1384 ct, donato dall’imperatore del Brasile, Don Pedro I, ai Duchi di Devonshaire; lo smeraldo Mogul, di circa 218 ct, a forma di piastra, con un’incisione, su una facciata, che raffigura un motivo floreale, mentre sull’altra facciata vi è l’incisione di una preghiera in arabo, con data islamica 1107, corrispondente al 1695 d.C. (collezione di Allan Coplan, New York);
Nel 1834 venne scoperto, nelle miniere di Sretensk, in Russia, uno smeraldo del peso eccezionale di circa 11130 ct, che fu denominato Kakovin (conservato nel Tesoro Russo dei Diamanti, a Mosca).
Fra i Gioielli della Corona di Vienna, nella serie degli smeraldi di “Maria Teresa”, vi è un campione di 2005 ct. Sempre a Vienna, nel Museo di Storia dell’Arte, è conservato un blocco di calcare che contiene 10 bellissimi cristalli di smeraldo.

giacimento di smeraldo

giacimenti di smeraldi

La maggior produzione mondiale (ca. il 70%) si ha nel Sud America, e precisamente nelle due nazioni, leader da questo punto di vista, Colombia e Brasile.
I giacimenti colombiani incominciano ad essere sfruttati, economicamente, intorno al 1560, durante la conquista spagnola, ma un vero e proprio studio scientifico sulla natura di questi smeraldi avviene a partire dall’anno 1764. Il distretto di Boyacà è quello che vanta i più importanti depositi di smeraldo quali quelli occidentali di Muzo e Coscuez e quelli orientali di Chivor e Gachalá (quest’ultimo nel distretto di Cundinamarca).
Le pietre che si estraggono a Muzo e Chivor sono ritenute le più pregiate per la perfezione dei cristalli e l’intensità e saturazione del colore.
Nella parte orientale i migliori smeraldi (anche se di tono inferiore a quelli di Muzo e Chivor) sono stati trovati nella zona di Gachalá, a nord-est di Bogotà.
L’estrazione degli smeraldi in Brasile avviene, con sporadica produzione, dal 1920, nello stato di Goiás. I più grandi giacimenti vengono scoperti, nel 1963, nello stato di Bahia. Nel 1978, nella zona di Minas Gerais, si scoprono le miniere di Itabira e nel 1981, quelle di Santa Terezinha, nello stato di Goiás. I depositi meglio conosciuti in quest’ultimo stato erano quelli di Fazenda das Lages. Attualmente la produzione maggiore di smeraldo, in Brasile, si ha con le miniere di Santa Terezinha.
Le pietre di Santa Terezinha raggiungono mediamente le dimensioni di circa un centimetro e si presentano abbastanza fratturate. In linea di massima gli smeraldi di questi giacimenti mantengono (anche se presentano un certo numero di inclusioni cristalline) una discreta trasparenza.

L’altro continente che produce quantità mondiali considerevoli di smeraldo (ca. il 20%), secondo solo al Sud America, è l’Africa.
Nello Zambia i depositi più noti sono quelli di Kafubu, scoperti nel 1931. La maggior parte dei cristalli estratti sono piccoli, ma in alcuni casi si sono anche visti cristalli che raggiungevano i 20 cm. Rilevanti, per le notevoli qualità del materiale, sono i giacimenti dello Zimbabwe e, oltre a quelli di Mayfield, in modo particolare quelli di Sandawana. I depositi della Valle di Sandawana sono stati scoperti nel 1956 e danno origine ad un minerale, con pezzi mediamente piccoli, la cui colorazione verde intensa lo fa assomigliare allo smeraldo colombiano di Muzo.
I depositi della Tanzania e, in modo particolare, quelli del Lago Manyara, sono stati sfruttati inizialmente nel 1969. Più recenti sono le miniere di Sumbawanga, i cui smeraldi, di qualità inferiore, con aspetto lattiginoso, vengono preferibilmente tagliati a cabochon.

Fra gli altri giacimenti di smeraldo nel mondo un certo ruolo ricoprono quelli di: Pakistan, India, Federazione Russa (CIS) e Afghanistan; di secondaria importanza invece, per quanto riguarda quantità e qualità del materiale prodotto, sono i giacimenti australiani di Poona, norvegesi di Eidsvold, statunitensi del North Carolina ed Austriaci.

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